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N. - 02/02/2017

PIANO LUPO: ORA SALVARE IL BESTIAME

Ora occorre salvare le mandrie con i vitelli ed i greggi di pecore che stanno subendo una vera e propria strage nell’indifferenza generale, provocando lo spopolamento delle montagne dove hanno chiuso almeno 1/3 delle aziende agricole negli ultimi 10 anni.
E’ quanto affermiamo come Coldiretti in riferimento al Piano Lupo elaborato per favorire la convivenza fra i lupi e le attività agricole e per tutelare gli allevamenti. Presentato dal Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e dopo aver ricevuto la validazione di ben 70 scienziati e il via libero tecnico all’unanimità della Conferenza Stato Regioni, è stato rinviato all’unanimità dai presidenti delle Regioni su richiesta del presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini. Dalle Regioni – sottolinea la Coldiretti - ci attendiamo ora la stessa responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio.

Una delle misure del Piano Lupo, la 22, prevede un abbattimento controllato di un numero di lupi non superiore al 5% del numero complessivo in Italia, previo un piano regionale approvato dal Ministero dell’Ambiente. Le associazioni animaliste sono insorte, mentre il Ministero difende la misura, dicendo che non minaccia la sopravvivenza della specie e previene il bracconaggio.
Poche parole da parte di Coldiretti, ma più che sufficienti a far capire il clima di esasperazione che aleggia tra gli agricoltori costretti, quando di mezzo ci sono lupi o orsi, a presentare la lista dei danni (come è avvenuto in Valbregaglia).
«Gli ambientalisti - dice Alberto Marsetti presidente di Coldiretti Sondrio - sono sempre in prima linea quando si tratta di testare la cura dell’ambiente: vorrebbero che tutto fosse ben tenuto e curato, però non si rendono conto della vita che devono fare gli agricoltori in queste condizioni. Per questo li invito a lasciare le loro scrivanie e a provare a vivere di agricoltura. E poi finiamola con la storia che veniamo risarciti ad ogni razzia: quei soldi sono della collettività e francamente non ci piace dover ricorrere agli indennizzi. Abbiamo gli stessi diritti di tutti e come gli altri cittadini dobbiamo poter difendere la nostra proprietà. Ben vengano il piano e gli abbattimenti selettivi».

“Non si possono lasciar morire pecore e vitelli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane. Senza i pascoli - sostiene Marsetti - le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città.”

Ci aspettiamo che le energie positive che si sono mobilitate in questa occasione si traducano adesso - precisa la Coldiretti - in impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico a sistemi di difesa appropriati e un rapido ed adeguato rimborso dei danni, senza se e senza ma. E ai cittadini offriamo la possibilità di partecipare concretamente con il sostegno al progetto “Ami i lupi, adotta un pastore” finanziando la campagna Coldiretti di crowdfunding sul sito www.woopfood.com per dare un aiuto con una formula nuova e diversa a chi porta avanti l’allevamento e la pastorizia vivendo e lavorando tutti i giorni in montagna e nelle zone collinari trovandosi, quindi, a dover convivere con la presenza sempre più massiccia del lupo. Solo in Toscana - conclude la Coldiretti - nell’arco di due anni sono 750 le aziende agricole in cui migliaia di pecore, bovini o cavalli sono morti a seguito dell’aggressione di lupi o ibridi. mentre in Piemonte gli animali predati accertati superano le cinquecento unità in un anno.

ATTENZIONE! IMMAGINI CRUENTE

Pecora sgozzata


Vitello sbranato


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